Credo che alle persone che finora hanno discusso pro o contro i campionati del mondo di tango sia sfuggita una riflessione elementare.
Campionati del mondo cosa vuol dire? Cosa significano?
Significa che il meglio dei cinque continenti si confonta in una disciplina.
Sta avvenendo in Giappone per quanto riguarda l'atletica leggera e l'anno scorso è avvenuto ad esempio con il calcio.
In Giappone stanno gareggiando dei dopolavoristi o il meglio? In Germania abbiamo vinto con calciatori dilettanti o con i migliori. Ecco i campionati del mondo di tango, a prescindere dall'essere contrari o meno, sono una vera e propria bufala in quanto mancano i migliori argentini e migliori degli altri continenti.
Dove sono Pablo Veron, Gustavo Naveira, Fabian Salas, I fratelli Zotto, La Ermocida, Mora Godoy, Adrian y Erica, Jorge Firpo, Susana Miller, Maria Plazaola e potrei continuare a lungo.
Smettiamola perciò con questa finzione. Sarebbe più giusto ed onesto chiamarli rassegna o incontro internazionale.
Ciao a tutti!
Vorrei puntualizzare alcune, cose, e soprattutto renderle più organiche, dato che molte sono state già dette.
Premesso che il tango (argentino o rioplatense che dir si voglia) non è una disciplina sportiva in quanto non è codificato nè codificabile (a differenza dei balli standard, costruiti appositamente a quello scopo), ogni "gara" che si voglia organizzare in questo campo non potrà mai avere altro criterio di giudizio se non il "gusto" della giuria.
Come per un concorso di pittura o di cinema, o di pianoforte, anche per il tango si tratta di un concorso artistico, non sportivo.
Di fatto, il Campionato di Tango non era un'esigenza intrinseca del tango nè dei ballerini, ma un'esigenza di mercato: soprattutto una richiesta del mercato statunitense, unita al bisogno degli Argentini di portare a casa moneta pregiata.
A Buenos Aires dopo i primi anni di totale scetticismo, e anche di forte ostilità , ora i giorni del Mundial sono visti come una divertente e spettacolare kermesse, durante la quale anche i porteànos possono approfittare di un sacco di occasioni (lezioni gratis, orchestre, spettacoli), nonchè toccare con mano come il tango sia valutato all'estero, il che innalza loro (come sempre è accaduto) l'autostima.
Per nessun porteàno, comunque, il tango è per questo diventato una disciplina sportiva.
Resta comunque "un sentimiento que se puede bailar".
Io me ne sono andato via da Buenos Aires tre giorni prima che iniziasse il Mundial, per mia libera scelta.
Ma io sono europeo, non argentino, e penso che quando voglio trovarmi in mezzo ad europei come me ho modi più economici e meno faticosi che non andare fino in fondo al Sudamerica...
In ogni caso penso che gli ideatori del Campeonado abbiano visto giusto quando l'hanno pensata.
Dato che la cosa era comunque nell'aria, sono riusciti ad evitare che l'idea venisse a qualcun altro, magari europeo o yankee, e che il centro mediatico del tango diventasse New York, o Parigi, o Roma, o... Blackpool (la capitale mondiale del ballo standard), rafforzando l'idea che "ormai il tango è di tutti", una cosa globalizzazata e pastorizzata che solo incidentalmente ha avuto i lontani natali sul Rio de la Plata.
Con il Mundial a Buenos Aires, comunque, chiunque parli di tango "deve passare per di là". E questo mi pare ottimo.
Nello stesso tempo, con un bel contropiede alla Maradona, ci hanno salvato dal rischio che si diffondesse nel nord del mondo la concezione del tango argentino "sportivo" stile ANMB per intenderci, quello delle figure oro argento e bronzo, che già in alcuni ambienti si stava radicando (e non è detto che sia finita..).
I Campionati li hanno fatti, ma secondo i "loro" criteri, quelli giusti , ossia quelli artistici.
E ora chiunque vuole fare qualcosa deve partire da là. Ormai il Mundial a Buenos Aires è una realtà , le altre possono essere solo brutte copie.
E' chiaro che in questo contesto non ha alcun senso che i "grandissimi" partecipino come concorrenti. A parte l'ovvio "quis custodiet custodes?", ossia "chi li potrebbe giudicare?"è altrettanto evidente che non trattandosi di disciplina sportiva il Mundial serve (oltre che ad attirare l'attenzione su Buenos Aires) soprattutto a mettere in luce talenti non conosciuti, non a dire chi è il miglior ballerino del mondo, cosa che non potrà mai essere definita in una gara artistica, mancando criteri oggettivi. Nessun concorso artistico ha mai avuto questa pretesa, diversamente da una gara sportiva, dove cronometri, metri, posizioni standard offrono supporti incontrovertibili, e dove proprio per questo i "campioni" continuano a partecipare per dimostrare di continuare ad essere loro "i primi", possibilmente migliorando i loro record .
Se i vincitori degli anni passati continuassero a partecipare, dimostrerebbero solo mediocrità , come quel pittore della domenica che per la terza volta consecutiva si aggiudica il trofeo "Trota d'oro" del Ristorante Ai Laghetti...IMHO
Il tango un abbraccio tra due corpi, e due anime, che si perdono nella melodia, non può essere ridotto ad una gara tra giocolieri, ed acrobati, il tango è emozione.
Le emozioni non sono comparabili, io vinco il mio campionato del mondo ogni volta che la dama con cui ho ballato è stata bene, e mi accorgo rincontrandola che ha ancora desiderio di ballare con me.
Il miglior ballerino del mondo è quello che nelle sue possibilità riesce a far divertire la propria dama con eleganza passione e trasporto.
I campionati lasciamoli a chi balla liscio e usa coreografie, noi balliamo e modelliamo passi ispirati dalla musica, e dalla dama,non dalla platea che ci osserva, il tango è un momento intimo sotto gli occhi di tutti dove il trasporto è nella musica e nel partner.