Carlos Gavito
29 giugno 2007 - Antonio Lalli

Negli anni '90 io, Bettina Geiken e Paola Palaia eravamo tra i pochi a recarsi in vacanza a Buenos Aires.
All'epoca andare a Buenos Aires era come andare a New York. Era costosissimo a causa della parità tra Peso e Dollaro.
Non vi era stato ancora il boom del tango. Naveira cominciava a farsi conoscere allora e la comunità tanguera era un vero microcosmo.
Ci si conosceva tutti. Le milonghe non erano tantissime ed ogni sera ci si ritrovava.
La più importante allora era L'Almagro che era aperta 3-4 giorni la settimana.
Grazie a Bettina avevamo posta elettronica e sito, in anticipo al tempo.
Pertanto molti maestri argentini che venivano in tourné in Europa e che volevano passare per Roma ci contattavano per organizzare loro stage o esibizioni al Giardino del Tango.
Nella primavera del 2000 mi arrivò una mail da "un tal Carlos Gavito" (così sarebbero state intitolate le videocassette prodotte con il canale tv "Solo Tango").
Mi informava che sarebbe stato a giugno a Roma al Sistina con lo spettacolo "Forever Tango" e mi proponeva di organizzargli delle lezioni con la sua partner Marcela Duran.
Mi propose altresì delle condizioni economiche vantaggiose e mi disse, questa frase mi colpì, che non me ne sarei pentito.
Aveva ragione.
Grazie a lui, per noi fu un'autentica scoperta, cambiammo il nostro modo di ballare e di insegnare.
Scegliemmo lo stile milonguero, l'abbraccio chiuso.
Gavito divenne famoso negli ultimi anni della sua vita.
Il suo stile inconfondibile ed inimitabile era basato sulle pause.
Diceva che il tango si ballava nella pausa tra un passo e l'altro.
E dire che da giovane era invece famoso per la rapidità dei suoi piedi.
Il 1° Luglio ricorre il secondo anniversario della sua morte.
Sabato 30 giugno al Giardino del Tango lo ricorderemo proponendo i tanghi e le milonghe delle sue orchestre preferite: Anibal Troilo con Floreal Ruiz, Angel Vargas con Angel D'Agostino, Carlos Di Sarli e Osvaldo Pugliese strumentali.

Antonio Lalli