Cortine e stili di ballo
3 Agosto 2007 - Antonio Lalli

La prima volta che sono stato a Buenos Aires risale al 1996. Dieci anni fa.
Lì ho appreso l'uso delle cortine (un brano diverso dal tango della durata di circa 30 secondi tra una tanda - 4 brani di tango, vals o milonga - per far sciogliere le coppie e farle riformare) che è cosa ben diversa dal mettere un brano nella sua interezza diverso dal tango.
A Buenos Airers in molte milonghe usano mettere durante la serata interi brani, se non addirittura tanda completa (4 brani), di salsa, rock o chacarera. La scelta spetta al musicalizador e alla sua sensibilità.
La stessa cosa accade a Roma. Pertanto è poi il pubblico a scegliere il locale e il musicalizador in base al tipo di proposta musicale che si offre.
Personalmente quando sono utente in una milonga approfitto del fatto che viene mandato un brano diverso dal tango per andare al bar o scambiare due chiacchiere con gli amici.
Riguardo agli stili di ballo che si insegnano, alle loro denominazioni e come si balla in pista la discussione va avanti da sempre e credo continuerà all'infinito. Però ci sono alcuni punti fermi dai quali tutti i maestri non si possono discostare.
Il primo è quello del rispetto delle altre coppie in sala. Tra il piacere di fare una bella "figura" e il rischio di molestare o colpire un'altra coppia va sempre privilegiata la sicurezza delle altre persone in sala.
Il secondo è essere onesti dichiarando ai propri allievi quello che si insegna: tango show o tango da sala.
Il terzo è indubbio che in una sala affollata, come fortunatamente succede non solo a Buenos Aires, o si balla nell'abbraccio chiuso oppure non si balla o è difficilissimo farlo.
Come si vede quello che per alcuni è una scelta (chiamatelo come volete milonguero, salon o altro, non cambia la sostanza) - perchè la donna può abbandonarsi e chiudere gli occhi, perchè si balla con e per il partner e non per gli altri, perchè è un modo di ballare che non richiede di essere giovani ed atletici - in una sala affollata diventa una necessità.
Spero di aver contribuito con pacatezza e senza integralismi alla discussione in corso.